Antologica
Ludovico Pratesi
Via Principe Amedeo 126/b, Roma
Mercoledì 12 giugno 2002 ore 19.00
Un'opera di Matia:
"ANTOLOGICA"
presentata da Barbara Martusciello
Il
legame con la fotografia è tutta una questione linguistica: questa scelta è
evidente già nella perizia della realizzazione pittorica quasi iperreale, e
si concentra sulla resa dei fuori fuoco e sull'eccesso di fuoco fino al limite
del sopportabile. Tale ricostruzione non è pedissequa ma è a tratti alterata
tanto da rendere l'immagine atipica, sintetica, nella quale sono intensificati
l'uso teatrale e artificiale della luce e gli effetti scenografici. La
composizione che ne risulta è interamente dipinta ma ha forti legami
tecnologici: il più delle volte, per esempio, mantiene una labile traccia di
elaborazione al computer a bassa risoluzione sotto gli strati della materia
pittorica; il più delle volte, si è detto, ma non sempre, e tale alternanza
acuisce l'ambiguità della loro pittura. Il procedimento su cui si fonda il
lavoro dei Matia è complesso, prevede molti passaggi per giungere al prodotto
finale. Organizzati i set che faranno da base per i loro quadri, i due artisti
fotografano l'allestimento per poi rielaborarlo al computer con variazioni e
ripensamenti; trasferiscono con ausili digitali tale immagine su tela e,
quando non lo fanno, la "riproduzione" è resa con metodi di antica
memoria, manuali e maniacali. A questo punto la pittura segue ciò che è
stato tracciato, ancora una volta con la libertà di ripensare alcuni
dettagli, di modificare luci e ombre, di reinterpretare singoli particolari.
Ne deriva un'immagine perfettamente credibile eppure anomala, plausibile e
tutta ideale. In essa, infine, sembra avere molto peso il tema, il soggetto
prescelto -il viaggio, la fantascienza, il mito, paesaggi surreali e
inquietanti, personaggi anomali, strane storie- che è invece pretesto,
seppure importante e accattivante, per altre riflessioni. La ricerca dei Matia,
infatti, si basa sull'analisi e quindi sull'uso del linguaggio della pittura,
della fotografia, del computer e per questo è costruita sulla contaminazione
-anzi: sull'indistinzione- delle tecniche e dei riferimenti. Perchè l'arte è
sempre una questione di linguaggio, mai di pura riproduzione o semplice
narrazione.

Al fine di comprendere meglio questa loro ricerca e le diverse fasi che l'hanno caratterizzata e chiarita negli anni, l'opera qui proposta in mostra si può considerare una vera e propria "Antologica" dei Matia. Si compone infatti di singoli quadri appartenenti a diversi periodi storici degli artisti sino a oggi. Una sorta di puzzle, questo appositamente realizzato, che mantenendo una coerenza stilistica e concettuale, invita a seguire il percorso tematico degli artisti per approdare al senso dell'intero loro lavoro.
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